lunedì 30 dicembre 2013

“Il palloncino rosso” di Albert Lamorisse: il poetico racconto di una singolare amicizia.


Una mattina, mentre si sta recando a scuola, Pascal (Pascal Lamorisse) vede un palloncino rosso impigliato ad un lampione e, dopo averlo liberato, decide di portarlo con sé.
Da quel momento i due diventano inseparabili, tant’è che il bambino adesso ha un nuovo amico ad attenderlo tutti i giorni all’uscita da scuola. 
Quando un gruppo di monelli colpisce il palloncino rosso con una fionda, gli altri palloncini  di Parigi si riuniscono intorno a Pascal, e tutti insieme, nel tentativo di consolarlo, lo sollevano in alto nel cielo…


Scritto, diretto e prodotto da Albert Lamorisse, “Il palloncino rosso” è una favola moderna che, forse proprio per l’estrema semplicità della storia, non ha mancato di incantare il pubblico di tutto il mondo e di tutte le età fin dalla sua prima apparizione nelle sale cinematografiche.
Infatti, dopo aver ottenuto la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1956, questo famosissimo cortometraggio ha felicemente continuato a fare incetta di numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
Dopo più di mezzo secolo questa pellicola riesce ancora ad emozionarci per l’estrema delicatezza con cui narra la singolare “amicizia” tra un bambino ( interpretato dal figlio del regista ) e un palloncino rosso, presentandosi quest’ultimo ai nostri occhi come l’unica vera nota di colore sullo sfondo di una grigia Parigi d’antan.
L’originalità dell’idea di Lamorisse sta proprio nell’aver attributo ad un giocattolo anonimo, e solitamente privo di vita, la capacità di provare un sentimento nobile come l’amicizia nei confronti di un bambino; ed è proprio in virtù del rapporto che lentamente si sviluppa tra i due che il palloncino si dimostra un amico fedele nei confronti di Pascal, sempre pronto a seguirlo ovunque lui decida di andare.
Sebbene nella scena iniziale, in cui lo vediamo camminare sconsolato lungo le vie di Montmartre, Pascal ci appaia triste e solitario, subito dopo l’incontro con il suo nuovo amico non possiamo invece fare a meno di percepire tutta la sua gioia; e quando sembra che la sua favola sia inesorabilmente destinata ad avere un triste epilogo, ecco che Albert Lamorisse, con la sequenza finale del colorato volo di palloncini nel cielo di Parigi, rivolge sia a grandi che a piccini un commosso invito a non smettere mai di sognare.



Titolo: Il palloncino rosso ( Le ballon rouge )
Regia: Albert Lamorisse
Interpreti: Pascal Lamorisse, Georges Sellier, René Marion
Nazionalità: Francia
Anno: 1956

venerdì 20 dicembre 2013

“La femme en bleu” di Michel Deville: la drammatica ossessione di un quarantenne in crisi.


Pierre (Michel Piccoli) è un famoso musicologo la cui grande passione per il genere femminile lo porta a barcamenarsi tra numerosi flirt di breve durata, mettendo così a dura prova la pazienza di  Aurélie (Lea Massari): la sua bella e innamorata compagna.
Quando un giorno Paul intravede di sfuggita un’intrigante donna vestita di blu (Marie Lasas), ne rimane talmente affascinato che decide di doverla rintracciare ad ogni costo.
Nel suo frenetico girovagare lungo le vie di Parigi, è accompagnato, dapprima, dall’amico Edmond (Michel Aumont) e, poi, dalla stessa Aurélie, la quale, pur di poter rimanere accanto al suo amato, si rassegna ad assecondarlo nella ricerca della donna che sta diventando per lui una vera e propria ossessione.
Ogni tentativo, purtroppo, si rivela però vano; e così l’uomo inizia a sprofondare in uno stato di progressiva crisi che, a poco a poco, lo spingerà addirittura al suicidio…


Con “La femme en bleu”, Michel Deville ha portato sullo schermo la vicenda di un quarantenne di successo che, incapace di godersi fino in fondo ciò che è riuscito ad ottenere nella vita, decide di lanciarsi all’inseguimento di una misteriosa donna, la quale viene da lui preferita ad Aurélie, sebbene le assomigli in modo impressionante.
Nonostante la pellicola di Deville poggi su di una sceneggiatura tutt’altro che articolata, riesce comunque  a farsi apprezzare, oltre che per il suo saper essere elegante e divertente allo stesso tempo, per l’incisività con cui riesce a scavare nel profondo della psicologia di Pierre e Aurélie, interpretati rispettivamente da un superbo Michel Piccoli e da una splendida Lea Massari.
Alla base dell’alquanto bizzarro atteggiamento di Paul vi è essenzialmente un profondo senso di insoddisfazione nei confronti della società che lo circonda; insoddisfazione che, a mano a mano che si assottiglia la sua speranza di ritrovare la donna di cui si è follemente invaghito, si trasforma lentamente in disperazione.
Tutto questo avviene sullo sfondo di una Parigi dei primi anni settanta, fotografata con dei toni leggermente sbiaditi, della quale possiamo comunque ammirare alcuni dei suoi più suggestivi scorci, mentre seguiamo Paul nella sua febbricitante ricerca.
Per finire, una curiosità: contrariamente a quanto possa sembrare durante la visione del film, il personaggio della “femme en bleu” non è interpretato da Lea Massari, bensì da Marie Lasas: un’attrice a lei molto somigliante.




Titolo: La femme en bleu ( La femme en bleu )
Regia: Michel Deville
Interpreti: Michel Piccoli, Lea Massari, Michel Aumont
Nazionalità: Francia
Anno: 1972

sabato 7 dicembre 2013

“Tre uomini e una culla” di Coline Serreau: come stravolgere la vita di tre scapoli impenitenti.


Jacques (André Dussollier), Pierre (Roland Giraud) e Michel (Michel Boutenah) sono tre amici single, che abitano insieme in un grande ed elegante appartamento parigino, barcamenandosi allegramente tra la loro professione, feste affollate e facili conquiste.
Un giorno, durante l’assenza di Jacques, Pierre e Michel trovano fuori della porta del loro appartamento una culla con all’interno una neonata; si tratta di Marie, la figlia che Jacques ha avuto da una relazione con Sylvie, e che quest’ultima ha deciso di lasciargli, dovendosi recare per lavoro negli Stati Uniti.
L’inaspettato arrivo della bambina sconvolge completamente la vita dei due uomini, che improvvisamente si ritrovano costretti a destreggiarsi tra poppate, pannolini e, soprattutto, notti in bianco.
Nel frattempo Jacques, che si trova in vacanza in Thailandia, non solo è ignaro di ciò che sta accadendo a Parigi, ma anche di avere una figlia.
Poco dopo, l’arrivo di un misterioso pacchetto, che si scoprirà poi contenere della droga, contribuirà a rendere ancora più complicata e movimentata la vita dei suoi due amici…



Scritto e diretto nel 1985 da Coline Serreau, acclamata regista e sceneggiatrice francese, “Tre uomini e una culla” si è rivelato fin da subito un grandissimo successo a livello internazionale.
Infatti, dopo esser stato premiato in Francia con due César ed aver ricevuto la nomination agli Oscar come miglior film straniero, due anni dopo è stato addirittura oggetto di un remake americano: il divertente “Tre scapoli e un bebé” con Tom Selleck .
Al centro della vicenda, che mescola sapientemente la commedia degli equivoci con quella dei buoni sentimenti, vi è la storia di tre incalliti single, i cui ritmi quotidiani vengono inaspettatamente stravolti dall’arrivo nelle loro vite di una bambina.
Sebbene inizialmente vivano quest’improvvisa assunzione di nuove e onerose responsabilità come una vera e propria tragedia, a poco a poco, però, si renderanno  conto di non poter più fare a meno di quella tenerezza che Marie riesce a infondere nei loro cuori.
La pellicola si contraddistingue per il suo tono piacevolmente frizzante, ben sottolineato anche dall’efficacia dei dialoghi che, contemporaneamente, riescono a valorizzare brillantemente le doti interpretative dei tre protagonisti, tra i quali spicca su tutti un giovane e bravo André Dussollier.
Nel 2003 la Serreau ha poi girato con gli stessi interpreti maschili “18 ans après”, il seguito di “Tre uomini e una culla”, in cui ritroviamo i tre simpaticissimi “padri”; questa volta alle prese con i turbamenti sentimentali di una Marie ormai diciottenne.



Titolo: Tre uomini e una culla ( Trois hommes et un couffin )
Regia: Coline Serrau
Interpreti: André Dussollier, Roland Giraud, Michel Boutenah
Nazionalità: Francia
Anno: 1985

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